Barella Prime

Nicolò Barella è praticamente una pallina da flipper con le scarpette da calcio: rimbalza ovunque, non sta fermo un secondo e ogni volta che pensi “ok, adesso è stanco”, lui corre ancora di più. È quel tipo di centrocampista che sembra avere il tasto “R2” incastrato, con la differenza che non finisce mai la stamina.

Piccolo di statura ma con l’ego da gigante, entra in ogni contrasto come se fosse la finale dei Mondiali, anche se è il 7° minuto di un’amichevole estiva. Ha sempre quell’aria da compagno di classe che a scuola faceva casino ma poi prendeva 28 all’esame.

Tecnicamente è una sorta di mix tra un motorino truccato e un trequartista: corre, recupera, sbraita, si arrabbia, ma poi ti piazza il filtrante perfetto o il tiro da fuori che ti fa chiedere perché non ci provi più spesso. E quando esulta sembra sempre che stia litigando con qualcuno, anche se ha appena segnato lui.

In nazionale è diventato il cugino iperattivo d’Italia: quello che magari non è il più alto della famiglia, ma che se c’è da spostare un divano, alla fine lo fa lui da solo.

KE BEL GIOCATOREEEEE

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